L'altro giorno il postino mi ha consegnato il n. 130 di Pride , mensile gay italiano. Me lo ha spedito Massimo Basili che su quel giornale cura una rubrica sui fumetti e, in quel numero, si è occupato delle strisce di Tinì Trantran , transsexual character on the show for Gazza , calendar-diary Gazzetta dello Sport .
I confess that I never had the opportunity to browse through a gay magazine. In the 70's, when raiding the Radical Party, but also in the barracks, I had occasion to attend several homosexuals. All nice people, gently resigned to their status as "other" always on display, at best, the skits acquaintances and, at worst, to physical violence of the fascist of various kinds are always ready to demonstrate in this way their supposed superiority of virile men "normal." I also happened to know a gay asshole enough, a radical attorucolo that we as an association organized a show in Siena. Politically Correct on the scene, outside the stage was a prima donna presumptuous and unfriendly, not even afford to have the qualities actorial. As proof, if proof were needed, that homosexuals are quite normal.
But the magazine said. I have made an impression, looking through the advertisements based on big boy naked gym and charm. Then I chiesto se alle donne fa lo stesso effetto vedere sulle pagine dei giornali e in televisione le pubblicità di modelle altrettanto fascinose e seminude che ci vengono quotidianamente propinate da pigri creativi pubblicitari che vogliono ottenere il massimo risultato col minimo sforzo di fantasia. Ma forse a quelle siamo ormai talmente abituati che non ce ne accorgiamo più. Ringrazio perciò doppiamente l'amico Massimo che, aprendomi uno spiraglio su un mondo a me sconosciuto, mi ha (ri)fatto riflettere sull'uso un po' distorto che del corpo umano si fa nei messaggi pubblicitari. E, ormai, anche nelle trasmissioni televisve, a ogni ora del giorno.
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